Nome: Lorèn ...sono chi sai...e vengo inciampando pensieri,così come il rumore dell'acqua nella grondaia che diventa musica ipnotica...confine incerto...
E' nuovo concepimento,è ancora e sempre nuova vita...arrancando fra arida terra rossa,sentieri di spine senza rose...o trasalendo sognante,fra passeggiate di neve,quando dicembre và a finire e ogni bacio fuma nell'aria a benedir amore.
E' ancora nuova vita...risveglio dall'incantesimo superfluo...padrone adesso,solo delle mie speranze.
...mi lacero e riparo...
Odio : ---
Amo : ---
La mia musica : ---
I miei libri : Il maestro dei sogni (Olga Kharitidi) L'ultimo Dandy (Klaas Huizing)Orizzonte perduto (James Hilton) Narciso e Boccadoro (Hermann Hesse) L'ultimo scalo del Tramp Steamer (Alvaro Mutis) La Fattoria degli animali, 1984 (George Orwell) Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcìa Mà rquez)Chiacchiere sul nilo (Naghib Mahfuz) Le tre montagne (Samael Aun Weor) Arco d'amore, Giro di vento (Andrea de Carlo) Tre cavalli, Alzaia, Montedidio, Tu,Mio, In alto a sinistra, Non ora,non qui, Aceto Arcobaleno, una nuvola come tappeto (Erri de Luca) La danza della realtà , Psicomagia (Alejandro Jodorowsky) Il maestro e margherita (Bulgakov) Che tu sia per me il coltello (david Grossman) Tristessa (Jack Kerouac) Tropico del cancro (Henry Miller)....
Dentro il monolito
SONO CHI SAI............................
Ho la malattia nel sangue,vivo sempre sul momento,quando il mio corpo langue devo stare bene attento i ventanni che son mai...i miei -anta- sono corti,pensi troppo cosa fai,non cè tempo per i morti. Sono chi sai. Quando mi infilo nel letto,l'onda mi prende la mente,faccio sesso non protetto che mi godo vagamente,sono uomo del mio mare,ho la nebbia per sparire,uso il faro da lampare,io ti piaccio da morire. Dal silenzio in cui mi trovo musicando foglie morte,uscirò io mi ci provo,il successo è la mia sorte,ma son freddo come il gelo,come il gelo del folgore,sulla riva a far da vela nella camera del cuore. Sono chi sai. Io profeta al femminile, geremia tra rose e cosce,un'abbraccio nel cortile per rialzare sere mosce,banalizzo le mie noie,ogni giorno vado a pesca,nell'autunno delle foglie,pesco ancora carne fresca. I tuoi sensi,i tuoi umori,i tuoi sogni,i tuoi rimpianti,sono ombre di furori che racconto nei miei canti,senti ora se ti piace il sifforte del mio grido,il mio sesso che non tace entra dolce nel tuo nido. Sono chi vuoi,sono chi vuoi. Sono chi vuoi. Sono chi vuoi. (Tetes de Bois)
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(Il mio cappello,il mio divano in pelle,il mio sigaro,la mia ex vicina di casa)
Notti che non scrivo,
notti ad' adattarmi alla nuova casa...notti spese su disegni e matite,mine di carbone,micropunte e righelli,scalimetri,compassi..legno del tavolo ad'assorbir pensieri ed'imprimerli su carta come ciclostile,stampa arcana...timbro...sigillo di due iniziali in cera lacca. ... Oggi ho sistemato un pò il giardino...erba da tagliare,da togliere,da pulire...pietre da spostare...rami di alberi da frutto che mi osservano dubbioisi...io ricambio con sguardo perplesso...ma tanto,tanto amore...andrà bene...lo sento,con questo amore non si sbaglia. Il vecchio "castello" non mi manca,non ancora...è come esser in vacanza e dilettarsi a ristrutturar la casa dei "pochi mesi all'anno"...quel rifugio sicuro,dove tutte le cose riposano sotto a grandi lenzuola bianche, fantasmi di polvere e letargo...pronti a volar via in un colpo di mani ed' entusiasmo di breve rientro. Sono muri buoni pure questi...anni cinquanta dove i "maestri" misuravano ancora quaranta centimetri,e davano spessore alle emozioni custodendole dal freddo o caldo di stagione. Andiamo ad'agio io e la "vecchia signora",senza invasioni o dimostrazioni di potere....nessuna parete si tolglie di colpo...nessun colore si sovrappone invadente ad'un'altro. E' un lento scoprirsi e adagiarsi...dopo pochi giorni gli spigoli vivi sconosciuti non inciampano più sui miei magri fianchi e sulle incertezze...dopo pochi giorni, la luce come da copione,segue il pensiero e si adatta all'ambiente...non scelgo io...mi si propone un catalogo naturale di sfumature...solo allora,aggiungo musica e invito a danzare...e tutto per incanto, trova equilibrio. Ma è processo lento,non violento ma stancante...è spaccar pelle delle mani per un giorno intero...e poi,spenderne due a lenir ogni graffio,spalmando crema sfogliando libri in ogni "nuovo dove". I quadri si trovano bene...i miei sogni pure...non sento traffico a disturbar parole,lavoro o canzone...il suono è buono,il vecchio intonaco riflette toni caldi,dovrei comprare un piatto e spolverare i pochi vinili... Il bagno mi stà un pò stretto,ma diverrà uno stanzino underground...pieno di foto bianco e nero che ben si adattano alla tenda della doccia...quei gatti buffi che ho trovato all'arrivo...qualche poesia sulle piastrelle,scritta a mano col pennarello come in uno di quei bagni dei locali notturni di St'Germain,dove persino la scrostatura del muro fà vintage...e...et'voilà...il gioco è fatto! Piano piano in punta di piedi cammino in queste nuove stanze...mi accocolo negli angoli,e mi lascio tagliare lo sguardo dalle linee di sole che filtrano fra le doghe in legno del vecchio roulè....rimango un pò così...una scapola appoggiata ad'un muro,una sull'altro,piedi puntati,ginocchia flesse,sigaretta fra le mani e mani a preghiera,sguardo assente ma al tempo stesso vedo la stanza con la mente,intravedo diapositive irreali fra il fumo che sale denso,spettacolare nella poca luce estiva. Imparo a conoscer gli spifferi,i cigolii degli armadi primi novecento chè le prime notti destavano il sonno con un brivido d'inquietudine...adesso li riconosco, e al mattino riesco pure a trovare facile il caffè,la piccola "moka" e la mia tazza rossa da barca a vela,compagna fedele dei risvegli caffèlatte e biscotti. Le camice invece sono un problema...non ci stanno,litigano furiose e deluse con le giacche e i pantaloni eleganti appesi a caduta, fermati alla caviglia dall'appendino in legno,morsa obbligata per una buona piega...ho lasciato tutto l'abbigliamento invernale da mia madre...eppure non ci stà nulla
....dovrò risolvere questo dramma prima che si scateni una guerra. Ho imparato invece i trucchi per l'acqua calda infinita....le docce dei vecchi bagni hanno un'altro sapore...il gesto spinge mani contro il muro e testa china, poca acqua a scrosciar pesante sulla tensione delle cervicali...tutto si appanna,si respira umido caldo,vapore di giornte passate a costruire. Adesso inizia ad'andar meglio...riscopro il piacere delle mattine...il piacere di alzarmi dal letto prima delle due del pomeriggio...cerco di non infuocare gli occhi su computer e disegni e proggetti e pellicole fino alle quattro di notte...
m'incanto più facilmente a guardare il "niente" e
a ridere di me... ...stò cambiando ancora.
Adesso cè una casa da lasciare,un capitolo da concludere...una pagina che deve voltarsi,questa notte poi soffia vento forte...a smuover alberi e ragnatele,soffia a toglier polvere dagli angoli invecchiati dell'anima stanca.....soffia su imminente partenza.
Adesso ci sono quadri da togliere,non da fare...vedo le impronte sul muro lasciate a cornice spettrale,logorrio del sole,del caminetto,degli incensi e le sigarette e le mani vicino all'interruttore e le parole dense,parole che hanno vestito pareti e scaldato mura.
Qualche stanza già riecheggia,e qualche scatolone era quasi già pronto sospeso in un angolo da sei anni e mai disfatto...bagaglio di "carte" che non si leggono,non si "usano" ma rimangono appiccicate alla vita chissà poi per quale motivo.
Ho tolto i pezzi lentamente,sono mesi che sposto e raggruppo,impacchetto,scopro e mi sorprendo d'un ricordo,m'incanto e mi perdo.
Adesso è tempo di finire....le luci ricercate,i foulard della giovinezza,il guardaroba,le tele e i colori a caccia di nuove vetrate da cui attingere nuova luce...la musica,tutta la strumentazione,i kilometri di cavi e ingressi-uscite,amplificatori che hanno riempito ogni stanza, casse acustiche da libreria,da parete..da tavolino a una candela,a un'incenso....centinaia di cd sparpagliati fra un piano e l'altro...e l'altro ancora,quello parallelo,quella dimensione dove vanno a finire le cose che si cercano ,ma non si fanno trovare,spariscono in misteriosi buchi neri...(anche se giurerei d'averle viste il giorno prima proprio lì....) Ho portato via il sax,domani tocca al vecchio piano Korg e alle percussioni...e poi il divano rosso scarlatto,brivido freddo di schiena appoggiata nuda sulla pelle...poi verrà il turno dell'altro divano quello comodo,blu di prussia...e la vetrina presa dal miglior antiquario Triestino che si possa avere come amico...e poi il banco da falegname da cui scrivo,con la gomma lacca che ho steso sei estati fà,quelle mattine di sole e odore di vernice,e di pane verso le undici, fame di lavoro manuale,muscoli tesi,giorni impegnati a pulire a recuperare a far rivivere quasi duecento anni di storia e bellezza....via computer e accessori e penne e piume e inchiostri e ancora libri che appaion ovunque,persino come sostegno...lampade,candelabri e ancora cd e film e fotografie di paesi visti con questi occhi...altri visti solo attraverso essi e ragalatemi,speditemi in tempi remoti d'amore.
Sembra stranamente più piccola questa casa vuota,come se i miei oggetti le avessero donato per tutto questo tempo una certa profondità o altitudine...Adesso osservo la trilogia di arieti in vetro piombato sulla finestra della cucina,semicerchio che ha illluminato di colori ogni mattino di sole e caffè...rimarrà qui a sigillo...firma del primo lavoro d'architettura realizzato e vissuto.
Porto via tanto...e tanto lascio...
Le prime notti qui le ho vissute con te Sara....e il pavimento ancora da carteggiare,nessun mobile,tranne una cassetta di legno come tavolino vicino al caminetto...due bicchieri di plastica e un cartone di sei bottiglie di ottimo vino "offerte" dalla mega ditta dove un tempo lavoravo...dopo qualche giorno mi comprasti le sigarette,a sorpresa proprio quando le avevo finite,e mi regalasti quel piccolo posacenere quadrato in vetro satinato blu....quel primo oggetto...da lì in poi molte cose si sono aggiunte e smarrite.
Periodi di amore irreale,perfetto,sogni che si realizzano, anime che finalmente possono riunirsi e vivere insieme...
Ci sono stati poi periodi di freddo e confusione,di bugie e scuse che non servono...tante volte smarrivo la via di casa, e se rientravo lasciavo l'anima fuori a banchettare col diavolo.
Finchè tutto è sfumato...
Ho lasciato passare diversi anni così...ho lasciato questa casa riempirsi di feste e mondaneità,ho sciabolato qualche centinaio di colli,bottiglie offerte o comprate per -l'occasione-
...ho indossato e visto sfilare abiti di stoffe ricercate,che solo qui trovavano degno palcoscenico...ho visto passare donne incantevoli,donne intriganti,quarant'enni a caccia dell'ultimo amore,donne pazze,artiste,donne che ancora studiano e mi raccontano dell'università in un mattino di maggio,donne pericolose,streghe dolcissime da amare,donne da salvare,donne da cui è difficile salvarsi...
Ho visto passare i personaggi più incredibili...ho cucinato per amici in serate interminabili pietanze di stagione,profumi e spezie per ogni argomento da impiattare...Ho spostato qualche volta i mobili e le certezze,ho seminato fiori e per la prima volta li ho visti crescere nel mio giardino...
Qualche anno più tardi ho lasciato entrare lei ,mi sono lasciato sfiorare il viso e le ho detto -non è vero che i treni passano una volta sola nella vita,ma alcuni sarebbe davvero un peccato perderli-
Ha riempito le stanze di sorrisi e colori...occhi del mare Claudia, passione dello Stromboli,semplicità e -le cose si dicono in faccia- ,tanti animali per casa a far presto famiglia,sbadigli,tanti baci e tanta pazienza...tanta nanna insieme sul divano con la -Kuki- ...
Poca fortuna Claudia,il peggior periodo della mia vita, poco dopo sulle spalle...la mia apatia e le mie notti spese male,la caduta del -Mocambo- un'altro lavoro che non voglio,non sò...vedremo,tasche che si svuotano e bollette che si accumulano, quel suo ruolo d'avvocato che non condivido,sogni che rimangono chiusi nel cassetto e doni dal cielo che sò solo rifiutare.
Infine sono arrivati i quadri,l'arte che dal passato ritorna a bussare per proporre una nuova vita...e la decisione di lasciare tutto e partire.
Intanto la casa...trasferire tutto...cambiare abitudini,cambiare vicini,cambiare panettiere e tabaccaio...adesso niente più mutui da strozzini legalizzati,niente da avere,niente da dare...nessun indirizzo reale...nessun nome sul campanello...e poi il punto di non ritorno...attese che terminano,viaggi che iniziano....
Adieu mon petit maison.
A volte rilasso i muscoli che tengon leggermente strizzati gli occhi...quell'eterno corrugare...quelle virgole che sfumano ciglia verso tempia. Quando la notte profuma d'estate e non la si lascia finire,perchè il profumo del gelsomino lo si vuole ancora e magari persino fra le lenzuola...e le candele non sono ancora finite e il vento consuma cera veloce e la cola su un profilo di speranza. In notti come queste dove il sorriso ha accompagnato ore di amici sicuri,che sono famiglia da anni,e le parole hanno sfiorato cuore,passato,speranze future,viaggi,desideri....fantasmi,pellicole e opinioni....una valanga di cazzate, e un paniere di sorrisi. In queste occasioni rilasso quell'espressione che indaga,quello sguardo che se non fugge penetra,protegge o invade,corrompe...e poco si perde in mezzo alla gente. ....un giorno...tanto tempo fà appogiai la testa in grembo a una fanciulla e dopo qualche minuto,sentii la sicurezza di potermi rilassare e chiusi gli occhi...ma li chiusi veramente...profondamente...forse mi addormentai per un minuto,sognai sicuramente...una pace irreale...come se ogni mio demone fosse stato esorcizzato,appagato,portato lontano...guarito,salvato. E' da tanto,tanto tempo che il grembo di una donna non mi provoca una simile armonia, un'innocenza che sembra non appartenermi. Credo sia vero che l'inferno non sia nient'altro che il luogo più lontano dall'amore...una dimensione dove cè tutto quello che si possa desiderare...ma dell'amore non si concepisce nemmeno l' idea...non esiste...è silenzio. Esistono invece luoghi dove il profumo della pelle traccia rotte da seguire,dove i sensi fanno da timone,e le mani non sudano,le carezze lasciano piuma,i corpi trovano incastro naturale,combaciano morbidi caldi. Le parole non escono ma la mente canta,e gli occhi spingono negli occhi,e labbra e bocca e saliva della stessa temperatura,gusto conosciuto inzuppato di sogni.
...la stagione sembra matura...il primo giorno d'estate che suona campana,
e il vento sale a svegliar vele e tintinnar cavi d'acciaio,
la cambusa è ormai finita...e non porto casa in questo viaggio,
porto sempre quel bagaglio che non si vede,gli occhi cuciti come brillanti,
le camice che litigano se messe troppo vicine,la bottiglia per l'occasione...
come l'incontro con Samath e l'energia della Persia...
o il baratto di una maglietta per un Darbuka in pelle di cammello e un concerto improvvisato sulle coste dell'India.
...Ancora vita...ancora amore,ancora mani e dita da stringere,da legare per brevi istanti,
o accompagnare per lunghi sentieri.
Sarà questa musica,questa canzone...la pioggia fuori che continua a scendere...l'odore dei fiori e delle rose più forte,l'odore umido e freddo...eppure quella notte non faceva freddo...sempre un giugno...un'estate,un concerto al parco,un Vinicio sbronzo impegnato triste,fatale,come il destino....pianoforte e parole...le sue,le mie...le tue sussurate all'orecchio...un'abito nuovo...nuovo per me che in questa notte lo stiro nell'anima e non te lo dico,baratto segreto con un sorriso,un soprannome che non sentivi dà tempo...sorridi occhi lucidi,lanci veloce e precisa la sigaretta slanciando le dita...l'ho preso da te quel vizio...abbassi frangia e alzi occhi...mi parli a pochi centimetri dalla bocca...corpo inclinato all'indietro,equilibrio instabile,punta di piedi e mani al collo per bilanciare...non sai più dire...chiedi un bacio che non sò negare...sei la bambina più innamorata del mondo,
io,
un'uomo deciso a fermarmi a dormire fra le tue braccia
per tanto,tanto tempo...
(non andrà così...)
Adesso ho davvero paura ad'uscire fuori, fuori da queste mancanze,queste culle ben conosciute di nostalgia,pronte come legna da ardere in mattini gelidi che lascio fluire dentro...ogni volta che un'emozione risale gola e si ferma eterna.
...Più di una crepa, più di una bugia,
più di una notte insonne,più di una malattia...
in uno sbaglio solo gli errori tutti della vita e
il prezzo in banconote di nostalgia infinita...
Ormai sei mia. Riposa col tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
presso me sei pura come l'ambra
addormentata.
Nessuna più, amore,
dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme
per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l'ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole,
sempre luna. Ormai le tue mani
aprirono i pugni delicati
e lasciarono cadere dolci segni
senza rotta, i tuoi occhi si
chiusero come due ali grigie,
mentr'io seguo l'acqua che
porti e che mi porta:
la notte, il mondo, il vento
dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono
che il tuo sogno solo.
Lenzuola nere che si gonfiano in casa,quando tutte le finestre
sono chiuse,
e il vento che ho dentro inizia a soffiare... Quella spinta costante che porta via...che porta lontano,porta a cambiare... Se è vero che in ognuono di noi cè un uomo,una bestia, e un Dio.... quale lascio partire,quale tengo,quale dei tre divorerà l'anima....?! Di tre soli son schiavo io...li stessi che ho evocato da piccolo, chiedendo tutto l'oro del mondo,tutto l'amore del mondo...tutte le tentazioni del mondo... Talvolta...quei tre...li sento proprio lì...dietro il collo. Ad'ascoltare ciò che dico,i passi che muovo...o ancor peggio, i sogni che faccio. Pretendono riscatto in anticipo...sanno che l'eone presto si conclude e tutto decade. Ho avuto un'assaggio di tutto...ho avuto tutto...e fra le mani guardo il niente...! Ho bagaglio che pesa ma non si vede. Ho mani nuove e buone per costruire,ho silenzi che trovano spazio nelle conversazioni intelligenti, ho denti bianchi pronti per lo specchio d'un ironia,ho segni sul viso di errori e imperfezione,sorrisi rari ma efficaci come incantesimo...
tristezze infinite nel cuore che non baratterei con niente al mondo... Porto un'età che persino Cristo si è rifiutato di vivere... ...e la porto incoscente,la porto comè...la porto bene... Spesso capita sia il tempo a portare me...travolgendomi di aria fresca,nuova terra da vivere,nuova esperienza da fare...nuovo cammino...nuove mete...anime nuove con le quali danzare altra vita.
Porte e finestre da aprire,da spalancare...!
Adesso mi giro di scatto e abbraccio le mie tre presenze,le mie tre paure...la trinità delle meraviglie... li sorprendo volteggiando entusiasta nell'energia del momento reminescente.
...son' io a portar corona.
Baci di carta smerigliata...ecco quello che lascio stanotte,
lascio consumare un sogno,guardandolo bruciare e
illuminare come candela.
Siedo stanco su un mattino traslucido.
Aria fredda portata dal mare,odore di terra,di foglie bagnate.
Bocca calda di fumo e nostalgia,brivido caldo opaco.
Cielo a sgranar buio...
Desiderio instabile...
Mi rituffo nel profondo,dove troverò profumo di pelle...
solo la mia...
Mi addormenterò con le braccia alzate,mani intrecciate a cuscino,
pronto per osservar nuvole sul soffitto,e cieli esplosi d'azzurro.
Starò fermo ad'ascoltare...e mi sembrerà di sentire quel respiro.
Se piovessero stelle stanotte scriverei un libro....un libro di parole che sanno scendere,che trovano strada verso l'interno,il profondo...parole talpa...parole senz'occhi...parole a naso...ma anche parole miele...parole brezza di marzo...cieli tersi...parole sale d'estate...mare e pesce...parole d'incanto inventate per ghermire...parole guasta baci,che s'azzufano con la lingua e s'intrufolano difficili,indistinte,distinte audaci,di corsa..parole intervallo, fretta d'amare...parole teatro, spinte in gola con controllo nella peggiore delle situazioni,nel disastro d'un gran finale...parole prese a schiaffi perchè fanno male e sono finte...parole al mattino,voce roca e segno del cuscino,soffiate nel fumo del caffè e il sogno ancora incollato agli occhi stropicciati di dolcezza...parole intolleranti che graffiano il cuore perchè escono senza ragione e senz'anima...Già!....parole senz'anima...parole vuoto di novembre...parole non dette...parole che danzano con le foglie cadenti...desideri diversi da esprimere...tanti desideri...tante foglie....parole poche...parole insicure,nascoste in gola, fragili e bellissime...parole cristallo...parole preziose e brevi, soffio irreale vento ladro e bugiardo...parole scritte sui vetri,macchina appannata di passione,vetrina d'un bar vicino al porto,parole sullo specchio...specchio dei desideri...parole a riempir musica a completar spartito ....parole biglietto,lasciate in ogni dove, fra i nastri di un regalo,sotto le chiavi di casa...parole fracobollo,spedite lontano...parole adesivo sul pacchetto di sigarette...parole frigorifero...parole calamita,liste della spesa e tanti baci...parole sotto la pioggia, ombrello rosso grande che rimbomba temporale e passi di scarpe fradice...parole fumo d'inverno...tremate dal freddo,denti a battere cuore a battere...
parole per sempre...parole per poco,parole promessa,giuramento a voce alta,a Dio...
parole sacre...parole preghiera,occhi al cielo ,brillanti e disperati,bellissimi...
le prime parole...parole colorate farfugliate buffe...
parole all'orecchio,confessioni,segreti,ancora amore,sempre notte...parole ubriache,allungate,distorte,divertenti,stravaganti,sincere a far male a far bene...
parole fredde,bianche,neve....calde parole,rosse,ciliegia...parole imburrate di mattino...
parole a finire...
....passeggio un gradino sopra il mondo,nel marasma di pensieri e decisioni per me...per il mondo stesso,per il destino,per amore....passeggio distratto e mi fermano,mi bloccano,scaricando racconti d'una vita che non è la mia,che non interseca neanche di striscio i miei passi....
In un centro commerciale qualunque con moneta d'un euro iserita nel carrello grande,metallico, rapido e indolore...volteggio fra scaffali d'inutili "necessità"...dribblo veloce e disinvolto con capelli sistemati nello specchio d'un bar visto pochi minuti prima.Colpisce l'eleganza distratta,quasi straniera.Mi sento già in colpa perchè le mie giornate iniziano nel pomeriggio inoltrato,e tutti avanzano un lavoro e ore spese a timbrar cartellini e firmar moduli per le tasse,per il futuro,per il passato,per esser cittadini condannati Italiani.
Io colpevole sfoggio camicia rosa su jeans chiari M'60,affronto il banco frigo con velocità e consapevolezza....(prima esco meglio è...)
Mi ferma uno che faceva lo speaker presso una radio locale.
Quelle persone che saluti per circostanza di cose,,forse qualche parola spesa bene o nel momento giusto,d'una serata di tanti anni fà...Niente di Personale...
Attacca dicendomi se ho cambiato lavoro o il Mocambo esiste ancora..!?..
Non faccio in tempo ad esaurire le espressioni del viso che ricomincia a parlare,e parla di quanto sia impossibile riuscire ancora a vivere da queste parti...a vivere in Italia...e bla bla bla...sorrido e cerco di non deluderlo mostrandomi assolutamente consapevole e stufo di sentirlo ripetere...retorica...eccetera...
Sposto carrello e pensieri,mi sento seguito da sguardo e bisogno di parlare.
Ne esco immune...ma ne parlo adesso....perchè accade così spesso!!?....perchè così?!...ogni giorno di più...
Sufo di giorni spesi male,
di notti spese ancora peggio dove...
- Dentro è tutto un facce e braccia e piedi davanti un bancone e ai tavolini come in fondo a un acquario melmoso,male illuminato,luci gialle basse e ombra densa,musica pulsata ribattuta su frequenze sorde tra rumori di bicchieri.Voci gorgogliate,avviticchiate e spiralate,allungate come bave sonore,squittite trapanate scoppiate spruzzate saltellate.Risa,nomi,parole che inseguono e fanno a gara.Gonne corte,gambe,sederi,bocche che ridono,denti che prendono luce,bianchi degli occhi che prendono luce,spalle stivali scarponi scarpe a piattaforma tacchi di dieci centimetri,mani che si allungano,toccano strusciano,gruppi che si allargano e si restringono.Bicchieri che si vuotano e si riempiono,bocche che bevono che aspirano che soffiano fumo che assumono pose,occhi che guardano con insistenza che guardano con finta indifferenza,sguardi-muro sguardi-calamita sguardi-vischio sguardi-melassa sguardi-veleno,gambe che si muovono sulla musica sorda degli altoparlanti molli di umidità e calore,oscillazzioni laterali,piedi che salgono che battono sul legno rozzo del pavimento,odore di sudore odore di fumo profumo sintetico mescolato,tessuti sintetici attriti sintetici mentre sgusciamo oltre -
(A. De Carlo -UTO-)
Stanno cambiando un sacco di cose,fuori e dentro di me...fuori e dentro ad'ognuno di noi.
Accellerazione costante,intensa, eventi e mutamenti,notevoli,straordinari...
Bisogno di tornare all'origine, ri-concepire,rinascere,trasformarsi.